Legge 17 agosto 2005, n. 173

"Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela delconsumatore dalle forme di vendita piramidali" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 2 settembre 2005

ART. 1.

(Definizioni e ambito di applicazione della legge)

1. Al fini della presente legge si intendono:

a) per "vendita diretta a domicilio", la forma speciale di vendita al

dettaglio e di offerta di beni e servizi, di cui all'articolo 19 del decreto

legislativo 31 marzo 1998, n. 114, effettuate tramite la raccolta di

ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei

locali nei quali il consumatore si trova, anche temporaneamente, per

motivi personali, di lavoro, di studio, di intrattenimento o di svago;

b) per "incaricato alla vendita diretta a domicilio", colui che, con o senza

vincolo di subordinazione, promuove, direttamente o indirettamente, la

raccolta di ordinativi di acquisto presso privati consumatori per conto di

imprese esercenti la vendita diretta a domicilio;

c) per "impresa" o "imprese", l'impresa o le imprese esercenti la vendita

diretta a domicilio di cui alla lettera a).

2. Le disposizioni della presente legge, ad eccezione di quanto previsto

dagli articoli 5, 6 e 7, non si applicano alla offerta, alla sottoscrizione e alla

propaganda ai fini commerciali di:

a) prodotti e servizi finanziari;

b) prodotti e servizi assicurativi;

c) contratti per la costruzione, la vendita e la locazione di beni immobili


ART. 2.

(Esercizio dell'attività di vendita diretta a domicilio)

1. Alle attività di vendita diretta a domicilio di cui all'articolo 1, comma

1, lettera a), si applicano le disposizioni di cui agli articoli 19, 20 e 22,

commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché le

disposizioni vigenti in materia di commercializzazione dei beni e dei

servizi offerti.


ART. 3.

(Attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio)

1. L'attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio, con o senza

vincolo di subordinazione, è soggetta all'obbligo del possesso del tesserino

di riconoscimento di cui all'articolo 19, commi 5 e 6, del decreto

legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e può essere svolta da chi risulti in

possesso dei requisiti di cui all'articolo 5, comma 2, del medesimo decreto

legislativo.

2. L'attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di

subordinazione può essere esercitata come oggetto di una obbligazione

assunta con contratto di agenzia.

3. L'attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di

subordinazione può essere altresí esercitata, senza necessità di stipulare un

contratto di agenzia, da soggetti che svolgono l'attività in maniera abituale,

ancorché non esclusiva, o in maniera occasionale, purché incaricati da una

o più imprese.

4. La natura dell'attività di cui al comma 3 è di carattere occasionale sino

al conseguimento di un reddito annuo, derivante da tale attività, non

superiore a 5.000 euro.

5. Resta ferma la disciplina previdenziale recata dall'articolo 44, comma 2,

ultimo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,

con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.


ART. 4.

(Disciplina del rapporto fra impresa affidante e incaricato alla vendita

diretta a domicilio. Compenso dell'incaricato)

1. All'incaricato alla vendita diretta a domicilio con vincolo di

subordinazione si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro

applicato dall'impresa esercente la vendita diretta. All'incaricato alla

vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui

all'articolo 3, comma 2, si applicano gli accordi economici collettivi di

settore.

2. Per l'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di

subordinazione di cui all'articolo 3, comma 3, l'incarico deve essere

provato per iscritto e può essere liberamente rinunciato, anche per fatti

concludenti con relativa presa d'atto dell'impresa affidante, o revocato per

iscritto tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro

mezzo idoneo. L'atto di conferimento dell'incarico deve contenere

l'indicazione dei diritti e degli obblighi di cui ai commi 3 e 6.

3. L'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di

subordinazione di cui all'articolo 3, comma 3, ha diritto di recedere

dall'incarico, senza obbligo di motivazione, inviando all'impresa affidante

una comunicazione, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di

ricevimento, entro dieci giorni lavorativi dalla stipula dell'atto scritto di cui

al comma 2. In tale caso, l'incaricato è tenuto a restituire a sua cura e spese

i beni e i materiali da dimostrazione eventualmente acquistati e l'impresa,

entro trenta giorni dalla restituzione dei beni e dei materiali, rimborsa

all'incaricato le somme da questi eventualmente pagate. Il rimborso è

subordinato all'integrità dei beni e dei materiali restituiti.

4. Nei confronti dell'incaricato alla vendita diretta a domicilio non può

essere stabilito alcun obbligo di acquisto:

a) di un qualsiasi ammontare di materiali o di beni commercializzati o

distribuiti dall'impresa affidante, ad eccezione dei beni e dei materiali da

dimostrazione strumentali alla sua attività che per tipologia e quantità sono

assimilabili ad un campionario;

b) di servizi forniti, direttamente o indirettamente, dall'impresa affidante,

non strettamente inerenti e necessari all'attività commerciale in questione,

e comunque non proporzionati al volume dell'attività svolta.

5. Nel caso in cui l'incarico venga rinunciato o revocato, il tesserino di

riconoscimento di cui all'articolo 3, comma 1, è ritirato.

6. In aggiunta al diritto di recesso di cui al comma 3, all'incaricato alla

vendita diretta a domicilio è in ogni caso riconosciuto, in tutte le altre

ipotesi di cessazione per qualsiasi causa del rapporto con l'impresa

affidante, il diritto di restituzione e, entro trenta giorni, alla rifusione del

prezzo relativamente ai beni e ai materiali integri eventualmente posseduti

in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario.

7. L'incaricato alla vendita diretta a domicilio deve attenersi alle modalità e

alle condizioni generali di vendita stabilite dall'impresa affidante. In caso

contrario, egli è responsabile dei danni derivanti dalle condotte difformi da

lui adottate rispetto alle modalità e alle condizioni di cui al primo periodo.

8. L'incaricato alla vendita diretta a domicilio non ha, salvo espressa

autorizzazione scritta, la facoltà di riscuotere il corrispettivo degli

ordinativi di acquisto che abbiano avuto regolare esecuzione presso i

privati consumatori nè di concedere sconti o dilazioni di pagamento.

9. Il compenso dell'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo

di subordinazione è costituito dalle provvigioni sugli affari che, accettati,

hanno avuto regolare esecuzione. La misura delle provvigioni e le

modalità di corresponsione devono essere stabilite per iscritto.


ART. 5.

(Divieto delle forme di vendita piramidali e di giochi o catene)

1. Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di

vendita nelle quali l'incentivo economico primario dei componenti la

struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che

sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi

determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.

2. È vietata, altresí, la promozione o l'organizzazione di tutte quelle

operazioni, quali giochi, piani di sviluppo, "catene di Sant'Antonio", che

configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice

reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce

all'infinito previo il pagamento di un corrispettivo.


ART. 6.

(Elementi presuntivi)

1. Costituisce elemento presuntivo della sussistenza di una operazione o di

una struttura di vendita vietate ai sensi dell'articolo 5 la ricorrenza di una

delle seguenti circostanze:

a) l'eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall'impresa

organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante

quantità di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo

relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per

cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata

vendita al pubblico;

b) l'eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all'atto del

reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza

nell'organizzazione, all'impresa organizzatrice o ad altro componente la

struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e

benefici finanziari in genere di rilevante entità e in assenza di una reale

controprestazione;

c) l'eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare, dall'impresa

organizzatrice o da altro componente la struttura, materiali, beni o servizi,

ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente

inerenti e necessari alla attività commerciale in questione e comunque non

proporzionati al volume dell'attività svolta.


ART. 7.

(Sanzioni)

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque promuove o

realizza le attività o le strutture di vendita o le operazioni di cui all'articolo

5, anche promuovendo iniziative di carattere collettivo o inducendo uno o

più soggetti ad aderire, associarsi o affiliarsi alle organizzazioni od

operazioni di cui al medesimo articolo, è punito con l'arresto da sei mesi ad

un anno o con l'ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro.

2. Per le violazioni di cui al comma 1 si applica la sanzione accessoria

della pubblicazione del provvedimento con le modalità di cui all'articolo

36 del codice penale e della sua comunicazione alle associazioni dei

consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale.

3. All'impresa che non rispetti le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2,

3, 5, 6 e 9, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro

a 5.000 euro.